Informazioni

Piazza A. Moro
Tel. 0881/369249
Parroco: don Domenico Mucciarone

Orari SS. Messe:
Estivo feriali
dal lunedì al sabato

19.00
Messe domenicali
8-10.30 - 20.00

Invernali feriali
dal lunedì al sabato
9-19.00
Messe domenicali
8-10-11.30-19.00

 

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“Questa sera faremo un salto indietro nel tempo…fino a 3300 anni fa”: con queste parole il parroco don Antonio Menichella ha introdotto il Musical “Ascoltaci! Storia del principe d’Egitto”, rappresentato al Teatro del Fuoco lo scorso 24 maggio e che ha visto coinvolta la comunità dei Santi Guglielmo e Pellegrino.

Gli attori, i bambini del laboratorio teatrale “Occhio di bue” e la corale degli adulti della parrocchia sono stati protagonisti di una serata emozionante: attraverso una colonna sonora coinvolgente, la scenografia innovativa, costituita da uno schermo gigante, i balli e i giochi di luci, siamo stati accompagnati a rivivere la storia di Mosè, il bambino ebreo “salvato dalle acque” (questo il significato del nome) e scelto da Dio per liberare Israele dalla schiavitù dell’Egitto; una liberazione sofferta, dura, fatta di aspri scontri tra il potere umano del faraone, che si considera l’ “astro del mattino e della sera” e che ha di mira un Egitto sempre più grande, incurante delle sofferenze umane, e quello di Dio, che non può essere soggetto ad alcun potere e che pensa all’uomo prima di tutto.
Uno scontro devastante, al termine del quale Dio “piega l’Egitto, con mano potente e braccio teso”, ed ottiene la liberazione d’Israele: ha così inizio questa “storia d’amore” con un popolo che Dio amerà al di là dei suoi fallimenti, dei suoi tradimenti e delle sue incostanze; storia d’amore che culminerà nel sacrificio del Figlio sulla croce per tutta l’umanità.
Questo musical ci ha fatto superare le barriere storiche, per portarci, da 3300 anni fa, alla storia odierna, nella quale ancora si presentano le medesime situazioni: anzitutto il tema della schiavitù, presente sotto altre forme e frutto d’un’economia che mira soltanto al guadagno e mette in secondo piano la persona; anche oggi vengono innalzate piramidi commerciali, sfingi economiche di bellezza enigmatica, sulle spalle d’esseri umani costretti, come allora, a camminare chini sotto le frustate e i pesantissimi sacchi di sabbia.
Ancora, di grande effetto nel musical è il racconto della strage di bambini che il faraone ordina per controllare il popolo ebraico, ritenuto un pericolo perché troppo numeroso: saltano all’occhio le stragi perpetrate oggi da una cultura di morte che privilegia l’aborto.
Infine, è lo scontro tra il faraone e Dio che più si ripresenta, rappresentato sul palcoscenico con una contrapposizione tra Ramses II e Mosè: l’uomo che, dimentico della sua finitezza, vuole sfidare Dio a tutti i costi, anzi, fare di se stesso un dio padrone di tutto (è il peccato originale), e dall’altro lato l’unico vero Dio.
Quale il risultato? “Quante vittime innocenti per la tua stupidità!”, è la realtà che nel musical Mosè rinfaccia a Ramses II: la sua caparbietà distrugge l’Egitto, attirando l’ira di Dio.
Un musical dunque che unisce la profondità dei temi trattati ad una rappresentazione fluida, che fa dello spettatore uno dei protagonisti e lo coinvolge in una storia d’amore sempre viva e attuale, proprio perché Dio non ha mai smesso d’amare l’umanità: un musical capace di far riflettere senza grandi discorsi, ma con il semplice susseguirsi delle scene, dei gesti, delle parole, delle espressioni dei volti e dei movimenti del corpo; un musical che ha visto impegnate tante persone, con pazienza, capacità, tenacia e sostegno reciproco, facendo loro scoprire l’unione di gruppo che simili esperienze creano e unendo nel vortice della “magia” teatrale una platea numerosa, una comunità che ha lasciato il Teatro del Fuoco con una nuova consapevolezza di sé e della propria storia di fede.

Matteo Santamaria